Surrealismo

I 10 migliori film surreali della storia del cinema

Attenzione! Per “dieci migliori film” non si intendono necessariamente i più belli, ma i più importanti, quei film cioè che, per un motivo o per un altro, hanno influenzato e dato un forte contributo alla storia del cinema, o sono stati innovativi o particolarmente rappresentativi di un periodo o di un sottogenere.

Prima di avventurarvi, se volete, nella visione di questi film, vi avverto che alcuni dei film che trovate qui elencati contengono scene molto disturbanti, violente e brutali.

marienbad1 L’anno scorso a Marienbad (L’année dernière à Marienbad) – Alain Resnais (1961): Al tramonto definitivo delle avanguardie cinematografiche sopravvive la scuola surrealista e visionaria di alcuni registi, che si appoggiarono ai canoni principali del genere fissati nel 1929 da Un chien Andalou, ma riuscirono anche ad andare oltre. Le geometrie del giardino di L’anno scorso a Marienbad, riprese ancora e ancora, contrastano con l’assurdità e incoerenza degli eventi narrati. Una donna corteggiata insistentemente da un uomo che sostiene di averla conosciuta l’anno precedente, ma lei afferma di non ricordare. Chi dei due mente? E, soprattutto, esiste una verità a cui approdare oppure ogni cosa è destinata ad essere inglobata nella dimensione del sogno? La villa nel quale la vicenda si consuma è un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, in cui il tempo è scandito da un gioco con i fiammiferi ripetuto ancora e ancora, in cui un passato, anche se impossibile, può diventare vero.

bunuel-el-angel-exterminador-portada2 L’angelo sterminatore (El angel exterminador) – Luis Buñuel (1962): Come per John Ford nel caso del western, anche Buñuel meriterebbe una decina tutta per sé. Di fatto fondatore del surrealismo, il regista spagnolo approdò, nel corso della lunga carriera, a varie composizioni e scomposizioni di questa filosofia cinematografica di base. L’angelo sterminatore è uno dei suoi tanti capolavori e si basa su un soggetto tanto scarno quanto assurdo: un gruppo di persone, senza alcun motivo effettivo, non riesce ad uscire da una casa dopo una festa. Spaesati e impauriti, si ritrovano insieme nel salone, al cospetto del dipinto che dà il titolo al film. La borghesia, come in altri film, diventa il bersaglio della critica sociale. La domanda è: ingabbiati come siamo nelle nostre convenzioni sociali, siamo davvero liberi?

otto_e_mezzo3 8 e mezzo – Federico Fellini (1963): “Ma questa confusione, sono io…”. Uno dei film più importanti, influenti, visionari della storia del cinema è l’autoanalisi del regista riminese proiettata su se stesso e sullo schermo. Ricordi e rimpianti si fondono, si rincorrono in un carosello che culmina in una rappresentazione della vita tra le più incisive che si ricordino, omaggiata e ripresa più volte, ultimo caso nel 2011 con Tree of life.

persona4 Persona – Ingmar Bergman (1966): Due anime in una casa, l’una preda dell’altra, finché i ruoli si ribaltano, si fondono, la stessa pellicola si spezza ed esce fuori da se stessa. L’esistenzialismo di Bergman nella sua rappresentazione forse più tormentata, più cupa, in cui i due ruoli principali escono fuori dal loro concreto essere per rappresentare una riflessione sull’incomunicabilità, sul cinema stesso forse.

la-grande-abbuffata_5 La grande abbuffata – Marco Ferreri (1973): Quattro amici si chiudono in una casa e decidono di mangiare fino a morire. Critica alla borghesia e al cannibalismo di una società morente in un film nauseante, pesante e disgustoso oltre ogni eccesso, tanto da rappresentare una possibile ispirazione per il Salò di Pasolini di qualche anno dopo.

la montagna sacra6 La montagna sacra (La montaña sagrada) – Alejandro Jodorowsky (1973): Il capolavoro visionario, simbolico e surreale dell’autore cileno. Nove personaggi scalano una montagna sulla cui sommità sperano di accedere al segreto dell’immortalità. Allegorie mistico-religiose in un viaggio che è soprattutto un’odissea interiore.

Videodrome-1983-Cronenberg7 Videodrome – David Cronenberg (1983): La fusione tra la carne e la macchina, al centro da sempre della poetica di Cronenberg, nel film che meglio esternalizza questa mutazione dell’uomo ormai proiettato verso la fine del Novecento. Al di là della sua componente tecnologica (videocassette e tubi catodici) il film innalza la propria tematica astratta ad un livello tale da risultare sempre attuale. La comunicazione ci domina e ci possiede.

brazil8 Brazil – Terry Gilliam (1985): Il regista avrebbe voluto chiamarlo 1984 e mezzo, per omaggiare Orwell e Fellini. Invece si accontentò di citare la musica che per tutto il film ascoltiamo in varie versioni. Senza rinunciare ad una citazione alla Corazzata Potemkin, Gilliam costruisce una distopia burocratica che, se come al solito nel suo cinema non ha il suo punto forte nella sceneggiatura, vince grazie al suo fascino visionario e ad un finale memorabile.

tetsuo-metal-fetishist9 Tetsuo the iron man – Shinya Tsukamoto (1988): Videoclipparo fino all’esasperazione, frenetico e allucinatorio, un nuovo viaggio, ancora più traumatico, nella fusione tra uomo e macchina dopo l’incubo di Cronenberg. Violentissimo, in un bianco e nero che piuttosto che allentare la tensione trasporta ancora di più la storia in un universo distorto, il film di Tsukamoto è un manifesto sulla strada degli sconvolgimenti tecnologici che portarono al 2000.

mulholland dr10 Mulholland Dr. – David Lynch (2001): Il cinema ha attraversato tutto il Novecento, è tempo di insegnargli un nuovo linguaggio degno del terzo millennio. Lynch, dopo l’orrore di Eraserhead e i deliri di Strade Perdute, crea il suo capolavoro visionario. Sogni che diventano incubi, realtà che si sovrappongono e si annullano, strani personaggi, intuizioni terrificanti e affascinanti. Nel 2006 INLAND EMPIRE, testamento cinematografico del regista, anche se più estremo, non raggiungerà questi livelli di perfezione.

6 risposte a Surrealismo

  1. Just me ha detto:

    Sono molto belle queste tue classifiche. Le fai tu, sulla base delle tue conoscenze, o prendi spunto da qualche parte?

    • Simone Novarese ha detto:

      Grazie 🙂 Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Nel senso che alcuni di questi film li ho conosciuti grazie a documentari, approfondimenti, altre persone che si sono prese la briga di fare le loro personali classifiche, però poi ho rielaborato tutto secondo il mio gusto personale e in base ad alcune regole che mi sono voluto dare per compilarle.

  2. il barman del club ha detto:

    devo dire che hai fatto una bella retrospettiva, molto interessante e convincente…

  3. Anonimo ha detto:

    sempre seguendo una guida su internet mi sono imbattuto in “A Serbian film”, che dire forte è un eufemismo. Può essere considerato surreale?

    • Simone Novarese ha detto:

      Bella domanda. Secondo me no, non del tutto almeno. A serbian film ha sicuramente una componente simbolica e “surreale” (il film rappresenta in maniera allegorica una critica alle istituzioni serbe), però è la storia che guida i momenti estremi e quasi allucinatori, e non il contrario come avviene ad esempio in Mulholland Dr. L’elemento surreale c’è, ma non è così marcato da portare a etichettare il genere del film come “surreale”. Alla fine però, fino a un certo punto almeno, è soggettivo, c’è chi lo fa rientrare nel genere drammatico, chi nell’horror, chi nel thriller e quindi ci può stare che qualcuno lo definisca anche come film surreale.

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