Noir

I 10 migliori noir della storia del cinema

Attenzione! Per “dieci migliori film” non si intendono necessariamente i più belli, ma i più importanti, quei film cioè che, per un motivo o per un altro, hanno influenzato e dato un forte contributo alla storia del cinema, o sono stati innovativi o particolarmente rappresentativi di un periodo o di un sottogenere.

Premessa: il noir più che un genere è quasi uno stile, è un mood, un modo di filtrare la rappresentazione della realtà. Questo significa che all’interno di questa rappresentazione si possono trovare film completamente diversi tra di loro, da Blade Runner di Scott a Ossessione di Visconti, da L’uomo che non c’era dei Coen a Chinatown di Polanski. In questo elenco quindi si è considerato soltanto il periodo d’oro – che convenzionalmente va dal 1940 al 1958 – del noir classico e americano, quindi non si troveranno pellicole francesi, pure molto importanti nel genere.

lo sconosciuto del terzo piano1 Lo sconosciuto del terzo piano (The stranger on the third floor) – Boris Ingster (1940): Convenzionalmente il genere noir parte da qui, da questo B movie di appena un’ora che racconta le paranoie di un giornalista che, dopo aver mandato ingiustamente un uomo in galera, subisce la stessa sorte. Lo sconosciuto è interpretato da un inquietante Peter Lorre (M, il mostro di Dusseldorf). È in questo film che fanno la loro apparizione alcune caratteristiche del genere: l’opprimente bianco e nero, le angolazioni distorte che sottolineano la tensione provata dai protagonisti, le scenografie quasi surreali ed espressioniste, come nell’immagine qui sopra.

il falco maltese2 Il mistero del falco (The maltese falcon) – John Huston (1941): Huston si sarebbe replicato nel 1950 con Giungla d’asfalto, ma è qui che parte davvero il noir. Protagonista è Humphrey Bogart, che legherà indissolubilmente il suo nome al genere, nei panni di un investigatore che svolge la propria indagine muovendosi attraverso le azioni di una serie di personaggi che vogliono impossessarsi dell’oggetto che dà il titolo al film, un oggetto, come dice Bogart nella celebre frase finale, fatto della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.

la fiamma del peccato3 La fiamma del peccato (Double Indemnity) – Billy Wilder (1944): Non solo commedie, Wilder fu anche un grande regista di noir. Tra questo e Viale del tramonto ha creato due dei migliori esponenti del genere. Al di là del meccanismo perfetto della storia e dell’ottima regia, ci serve anche per introdurre altri due elementi tipici del genere: la struttura temporale non lineare, spesso con voce narrante e flashback, e la rappresentazione della donna traditrice, la cosiddetta femme fatale.

vertigine4 Vertigine (Laura) – Otto Preminger (1944): Convenzionalemente il noir è considerato il genere che ha ereditato di più dall’espressionismo tedesco, come si vede dalle inquadrature e dalla fotografia. Non è un caso che molti registi di origine europea, trasferitisi in America, abbiano diretto film di questo tipo. Ad esempio Preminger, che qui tra atmosfere espressive e la solita ambiguità e morale distorta dei protagonisti, racconta una delle vette del genere.

il grande sonno5 Il grande sonno (The big sleep) – Howard Hawks (1946): Pochi film hanno rappresentato l’anima del cinema stesso come il complicatissimo adattamento del romanzo di Chandler con Bogart e Lauren Bacall. Una storia quasi incomprensibile che lascia spazio agli storici personaggi protagonisti, alle atmosfere, ai dialoghi magistrali, alla tensione.

il terzo uomo6 Il terzo uomo (The third man) – Carol Reed (1949): In una Vienna labirintica e decadente spaccata in quattro zone alla fine della guerra, il protagonista cerca di scoprire la verità sulla morte del suo amico Harry Lime. Atmosfere straordinarie per un noir che si avvale anche della presenza di Orson Welles in un ruolo indimenticabile, così come la sua lunga riflessione sul male compiuta durante un giro su una ruota panoramica.

il diritto di uccidere7 Il diritto di uccidere (In a lonely place) – Nicholas Ray (1950): Nel passaggio agli anni ’50 arriva la terza interpretazione in questo elenco di Bogart, qui sceneggiatore alle prese con i sensi di colpa. Ray ci regala una riflessione sulla morale e la coscienza individuale.

il grande caldo8 Il grande caldo (The big heat) – Fritz Lang (1953): Un altro europeo alle prese con un capolavoro del genere. Una violenza inaudita accompagna questa vicenda che da semplice indagine diventa una storia di vendetta, una violenza che l’autore trova sempre il modo di filtrare attraverso una serie di soluzioni espressive.

rapina a mano armata9 Rapina a mano armata (The killing) – Stanley Kubrick (1956): Anche Kubrick si cimenta con il genere, in un heist movie tra i migliori della storia, scandito da un tempo della narrazione straordinario e innovativo. Contorto, pessimista e carico di tensione.

l'infernale quinlan10 L’infernale Quinlan (Touch of evil) – Orson Welles (1958): Il piano sequenza più famoso della storia del cinema introduce questo film, che da una base poliziesca costruisce una riflessione sulla giustizia. Qui convenzionalmente termina il noir classico, almeno questa è la definizione che venne data del genere molti anni più tardi, dato che all’epoca il termine era poco diffuso. Ciò che verrà dopo viene comunemente definito come neo-noir, anche se la definizione è troppo aleatoria e praticamente applicabile ad un numero di film così diversi tra di loro da far venir meno il senso stesso della classificazione.

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