Comico

I 10 migliori film comici della storia del cinema

Attenzione! Per “dieci migliori film” non si intendono necessariamente i più belli, ma i più importanti, quei film cioè che, per un motivo o per un altro, hanno influenzato e dato un forte contributo alla storia del cinema, o sono stati innovativi o particolarmente rappresentativi di un periodo o di un sottogenere.

safety last1 Preferisco l’ascensore (Safety last) – Fred C. Newmayer, Sam Taylor (1923): Si tratta del film più celebre di Harold Lloyd. Forse è un nome che oggi non dirà molto, almeno rispetto a quello di un Chaplin o di un Keaton, eppure all’epoca i tre erano egualmente famosi. In questa delirante avventura urbana, un modesto impiegato si troverà, per una serie di sfortunate coincidenze e tra mille peripezie, a dover scalare il grattacielo nel quale lavora per raggiungere infine la propria amata. Famose le traversie produttive per realizzare una scena simile, così come la celebre immagine – omaggiata anche in Ritorno al futuro – che vede l’uomo aggrappato ad un enorme orologio sul punto di cadere nel vuoto.

sherlock-jr12 Sherlock Jr. – Buster Keaton (1924): Il miglior film di Buster Keaton non è semplicemente uno dei più grandi film di genere, ma è anche uno dei primi a trattare, con grandissima maturità, il tema stesso della metacinematografia. Personaggi che entrano ed escono dallo schermo cinematografico (un’idea che Woody Allen omaggerà decenni dopo in La rosa purpurea del Cairo), soluzioni tecniche all’avanguardia e continue trovate geniali per uno dei capolavori del cinema. Conosciuto anche con i titoli La palla n°13 e Calma, signori miei!

?????????????3 La scala musicale (The Music Box) – James Parrott (1932): Una delle migliori opere con Stan Laurel e Oliver Hardy, meglio noti come Stanlio e Ollio. Due maldestri trasportatori devono portare in cima ad una lunghissima scala un pianoforte: una semplice scusa per dare il via ad una serie ininterrotta di gag che ancora oggi, a ottanta anni di distanza, mantengono una loro freschezza e vitalità. Premio Oscar come miglior cortometraggio.

duck soup4 La guerra lampo dei fratelli Marx (Duck Soup) – Leo McCarey (1933): Satira politica e riflessioni sul potere, che puntualmente viene messo in ridicolo, nell’altro film sul tema di quegli anni dopo Il grande dittatore di Chaplin. Comicità demenziale, e una brevissima durata che ne è quasi conseguenza diretta: storia scarna, situazioni al limite (almeno una scena, quella dello specchio, verrà ripresa in un numero impressionante di citazioni future), dialoghi deliranti e un’importanza e un’influenza indiscutibile sul genere.

charlie chaplin5 Tempi moderni (Modern Times) – Charlie Chaplin (1936): Il capolavoro tra i capolavori di uno dei più grandi geni della storia del cinema. La comicità di Charlie Chaplin, qui impegnato ad illustrare la disumanizzazione dei tempi frenetici e la povertà della grande città, cela come al solito dietro al sorriso e alla risata un impianto drammatico di tutto rispetto. Tra una canzone delirante e una scena in mezzo agli ingranaggi, si consuma la tragedia quotidiana dell’uomo moderno.

hellzapoppin6 Hellzapoppin’: Il cabaret dell’inferno – H. C. Potter (1941): Basti pensare che il titolo di questo film è entrato nel linguaggio americano per indicare qualcosa di completamente assurdo. Così è il film, capostipite assoluto del genere demenziale – da L’aereo più pazzo del mondo alla comicità dei Monty Python molto parte da qui –  insieme ai quelli dei fratelli Marx, irrispettoso di qualcunque regola narrativa o tecnica (la quarta parete che viene infranta continuamente, inquadrature capovolte, storie a scatola cinese senza alcun senso, numeri musicali improvvisati). Rimane comunque un prototipo, e quindi un film, anche se importante, anche imperfetto.

mio zio7 Mio zio (Mon Oncle) – Jacques Tati (1958): Oscar al miglior film straniero e Premio della giuria a Cannes per la terza avventura del personaggio di Monsieur Hulot, lo Charlot degli anni ’50 qui nei panni di scomodo parente che scompagina la vita e mette in ridicolo le consuetudini del vivere sociale, la piattezza del conformismo, la falsa immagine di noi che quotidianamente vendiamo al mondo e dietro la quale nascondiamo i nostri difetti.

la grande corsa8 La grande corsa (The Great Race) – Blake Edwards (1965): Probabilmente non il primo film a venire in mente quando si parla del regista di La pantera rosa e Colazione da Tiffany, eppure, almeno in questo genere, The Great Race è forse il suo più riuscito. Due ore e quaranta – e già reggere una durata simile con un film comico è una vittoria – per un film assolutamente esilarante, una folle corsa in giro per il mondo con un cast perfetto, un ritmo indiavolato, delle ottime location e una grande tecnica che valse al film cinque nomination all’Oscar.

frankenstein jr9 Frankenstein Jr. – Mel Brooks (1974): Uno dei più grandi cult movie di sempre, l’omaggio di Mel Brooks al cinema dei mostri della Universal e al film di Whale è fedele e devoto al modello originale (ne riprende location, fotografia, attrezzature, tecniche di regia) al punto tale da non essere nemmeno più definibile come una semplice parodia, ma come una vera nuova visione del romanzo di Mary Shelley, una delle migliori portate al cinema.

animal house10 Animal House (National Lampoon’s Animal House) – John Landis (1978): capostipite dei college-movie e anche uno dei pochissimi buoni film del genere. Nel suo periodo d’oro (Blues Brothers, Un lupo mannaro americano a Londra), il regista americano non ne sbagliava una, e questo film con John Belushi dai tempi comici perfetti e dalle situazioni in seguito prese e riprese all’inverosimile lo conferma. Con la tragedia sul set di Ai confini della realtà la qualità delle opere di Landis ha subito un netto arresto, e in generale è stato difficile vedere qualcosa di nuovo e originale in seguito. Certo, le commedie di David Zucker e la comicità dei Monty Python, ma comunque opere ormai lontane nel tempo, per non parlare del panorama desolante attuale, nel quale solo il cinema di Edgar Wright (ma è quasi una forzatura farlo entrare nel genere) riesce a far ridere con intelligenza.

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