Gangster

I 10 migliori gangster movie della storia del cinema

Attenzione! Per “dieci migliori film” non si intendono necessariamente i più belli, ma i più importanti, quei film cioè che, per un motivo o per un altro, hanno influenzato e dato un forte contributo alla storia del cinema, o sono stati innovativi o particolarmente rappresentativi di un periodo o di un sottogenere.

Le notti di Chicago1 Le notti di Chicago (Underworld) – Josev von Sternberg (1927): Insieme al western il gangster movie è probabilmente l’altro grande genere americano per eccellenza. Il film di von Sternberg, snobbato all’uscita e cresciuto in seguito, è considerato il primo film del genere, quello che per primo contribuì a codificarne gli elementi principali: l’antieroe, la donna del boss, un’epica moderna sporcata da proiettili e atmosfere notturne. Quando ormai il cinema muto stava per scomparire, ecco un film ricchissimo di scene memorabili, su tutte quella del famoso ballo dei gangster.

piccolo cesare2 Piccolo Cesare (Little Caesar) – Mervyn LeRoy (1930): La memorabile e minuta figura di Edward G. Robinson, un vago sottotesto omosessuale e alcune intuizioni geniali per uno dei capisaldi del genere. Ai caratteri fondamentali accennati se ne aggiunge un altro, importantissimo: il valore sacro dell’amicizia al di là della semplice collaborazione malavitosa. È quasi un involontario patto di sangue quello che stipulano gli antieroi del genere: uniti nell’illegalità e nella sete di potere, nella ricerca di un raggiungimento di uno status superiore, perseguiranno il loro obiettivo fino alle estreme conseguenze.

public-enemy3 Nemico Pubblico (Public Enemy) – William Wellman (1931): Ritratto di vita di un gangster dai gloriosi inizi alla tragica e immancabile conclusione. Grande interpretazione di James Cagney, che con il proprio viso caratteristico e gli improvvisi stacchi di violenza del proprio personaggio (rimane celebre una certa scena riguardante un pompelmo) avrebbe costruito uno dei personaggi più iconici del genere.

scarface4 Scarface – Howard Hawks (1932): Nel classico capolavoro di Hawks che rielabora la scalata e la caduta di Al Capone a risaltare, e a mantenere modernissimo questa pellicola di quasi ottanta anni fa, è la carica espressiva di cui il regista riveste gli improvvisi scoppi di violenza, da un fantastico piano-sequenza iniziale in cui un’ombra spara nel buio alla famosa inquadratura di un uomo che si accascia morente su una croce disegnata dalle ombre sull’asfalto. Insieme ai due film precedenti, costituisce la grande trilogia classica sul genere, quella a cui tutte le opere seguenti dovranno ispirarsi necessariamente.

la furia umana5 La furia umana (White Heat) – Raoul Walsh (1949): Su una straordinaria interpretazione di James Cagney, che di Nemico Pubblico era protagonista, Walsh costruisce un serratissimo gangster movie, tra vendetta e violenza. Il film che di fatto sancisce la fine di quell’era classica del filone che era iniziata venti anni prima e che per molti anni sarebbe rimasta lontana dagli schermi (nel 1967 Arthur Penn tenta una combinazione, solo in parte riuscita, tra gangster movie e commedia nera dirigendo Gangster Story). Sarebbe stata necessario l’arrivo di una generazione completamente nuova di cineasti per ridare linfa vitale al genere.

Il padrino6 Il padrino I/II (The Godfather) – Francis Ford Coppola (1972-1974): La saga pluridecennale della famiglia Corleone, manifesto della New Hollywood degli anni ’70, in un capolavoro di regia, scrittura, interpretazioni.

C'era una volta in America7 C’era una volta in America – Sergio Leone (1984): Il testamento di uno dei più grandi registi italiani di sempre, che qui completa il proprio ideale percorso nel racconto della storia Americana. Le musiche di Morricone percorrono quasi sessant’anni di storia e testimoniano la crescita e i legami tra due protagonisti (Robert De Niro e James Woods). Nostalgia, memorie, sentimenti e rimpianti si fondono nel capitolo conclusivo della trilogia del tempo, costruendo con un montaggio straordinario un racconto in cui la fusione tra passato, presente e futuro sembra funzionare per emozioni.

gli intoccabili8 Gli intoccabili (Untouchbles) – Brian De Palma (1987): Il più classico dei gangster movie di De Palma, noto anche per Carlito’s way e il remake di Scarface, racconta la lotta di quattro uomini al di sopra della legge contro Al Capone. Questo è il nucleo del film di De Palma, che non sarebbe praticamente mai più tornato a questi livelli, in un film che tra un omaggio ai classici del genere e una citazione di La Corazzata Potemkin, è uno degli ultimi grandi film “classici” del genere.

quei bravi ragazzi9 Quei bravi ragazzi (Goodfellas) – Martin Scorsese (1990): Uno dei più grandi registi viventi, qui in uno dei suoi tanti capolavori, forse il migliore nel genere gangster. Per la quarta volta di seguito in questa lista rileviamo Robert De Niro tra i protagonisti, qui accompagnato da Joe Pesci e Ray Liotta in un “classico moderno” imitatissimo fin dallo stile narrativo. Scorsese tiene fede al tema principale del proprio cinema: il racconto dell’ascesa e della caduta di grandi personaggi. Un tema che, come abbiamo visto, è già tipico del cinema gangster. Il regista americano dimostra ancora la sua immensa cultura arricchendo il film di una serie di citazioni al cinema classico (la famosa ed esilarante scena in cui Joe Pesci uccide un malcapitato è modellata proprio su un momento di Le notti di Chicago).

pulp-fiction10 Pulp fiction – Quentin Tarantino (1994): A metà degli anni ’90 il film con più parolacce della storia del cinema riusciva a vincere a Cannes. Miracoli di uno dei registi più influenti degli ultimi venti anni, che qui inizia il proprio personale, forse involontario, lavoro di decostruzione e presa in giro dei generi cinematografici (negli anni avrebbe omaggiato anche il noir, il western, il genere bellico e quello delle arti marziali). Se il lavoro sugli stacchi temporali del film di Leone si distendeva per vari decenni, qui tutto è condensato in un paio di giorni, in un film a episodi senza logica, in cui i dialoghi fulminanti ci raccontano il ribaltamento di tutti gli stereotipi del genere.

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